Cominciamo dalla fine, perché è da qui che la maggior parte di noi ha incontrato questa storia senza saperlo. Dal febbraio 2022 il Patriarca di Mosca Kirill benedice come guerra santa l'invasione dell'Ucraina, parlando di una difesa metafisica dei "valori autentici" contro un Occidente decadente, esortando i fedeli russi a sostenere la mobilitazione militare come un dovere spirituale oltre che civico. Nell'agosto 2024 il parlamento ucraino approva una legge che vieta le attività della Chiesa ortodossa russa sul proprio territorio, in quanto organizzazione il cui centro direttivo si trova in uno Stato aggressore. Un'indagine governativa del 2025 conclude che la componente ucraina storicamente legata a Mosca resta di fatto affiliata al Patriarcato russo, nonostante una dichiarazione formale di "piena indipendenza" adottata già nel maggio 2022, aprendo così la strada a una possibile messa al bando giudiziaria. Eppure i dati sul campo raccontano una realtà più lenta della retorica politica: a metà 2024 quella Chiesa contava ancora oltre diecimila parrocchie contro le ottomila della nuova Chiesa autocefala ucraina, con appena poche centinaia di passaggi di campo dall'inizio della guerra, concentrati quasi tutti nel centro-ovest del Paese e pressoché assenti nelle regioni del fronte. Nel frattempo, la dottrina del "Mondo russo" usata dal Patriarcato di Mosca per giustificare teologicamente l'aggressione ha spaccato l'ortodossia mondiale: oltre millecinquecento teologi e chierici di tutte le tradizioni l'hanno firmata come condanna, definendola apertamente un'eresia, nel marzo 2022.
Il Dio conteso di Mosca e Kiev: viaggio a ritroso, dalla guerra a Bisanzio (di A. Pagani)
L'impero degli zar che si crede erede legittimo di Roma, il Sinodo di Pietro il Grande che pretende di guidare quell'eredità dall'alto dello Stato, l'Urss che …






