Il taglio delle accise sul diesel, entrato in vigore il 28 luglio 2026 e valido fino al 6 agosto, continua a far discutere. Se da una parte il Governo aveva annunciato una riduzione del prezzo pari a 17 centesimi al litro, IVA compresa, dall’altra i dati raccolti nei primi giorni mostrano uno scenario molto diverso, con ribassi spesso inferiori alle aspettative.

A sollevare il caso è il Codacons, che dopo aver analizzato i prezzi comunicati quotidianamente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha deciso di presentare un esposto all’Antitrust e alla Procura della Repubblica di Roma, chiedendo di fare chiarezza sull’intera filiera della distribuzione dei carburanti.

Sconti inferiori ai 17 centesimi previsti

Secondo l’associazione dei consumatori, nessuna regione avrebbe raggiunto il taglio pieno previsto dal decreto. La situazione più critica riguarda la Campania, dove il prezzo medio del diesel sarebbe diminuito di appena 6,6 centesimi al litro. Ribassi contenuti anche in Basilicata e Molise, rispettivamente pari a 9,3 e 9,5 centesimi.

Le riduzioni più consistenti sono state registrate in Friuli Venezia Giulia e Liguria, dove il diesel è sceso di circa 13 centesimi al litro. Un valore comunque inferiore ai 17 centesimi annunciati dal Governo. Ancora più limitato il calo registrato sulla rete autostradale, dove il prezzo medio del gasolio è diminuito di appena 8,6 centesimi al litro.