Mancano ancora le sedie, le scrivanie, i computer. Ma la targa già c’è e ora anche la data: 31 agosto. Tra un mese l’Ufficio immigrazione della questura si trasferisce al Santo Volto. E così si apre una nuova pagina per la storia della città, che può finalmente lasciarsi alle spalle le cosiddette «code della vergogna». Non ci saranno più le file autogestite per i permessi di soggiorno. Nessuno aspetterà più per giorni su un marciapiede solo per fissare un appuntamento. Nessuna notte in tenda, al freddo, dietro una transenna. Perché nella nuova sede, affacciata sul parco Dora, ci dovrebbe essere spazio per tutti: si tratta di un’area di 2.900 metri quadrati, che per vent’anni ha ospitato gli uffici della Curia, dove ora sorgeranno i nuovi sportelli per il rilascio o il rinnovo dei permessi di soggiorno. E dove verranno accolte, al chiuso, anche eventuali persone in attesa. Stranieri regolari a Torino: aumentano le richieste all'Ufficio Immigrazione I cittadini che si affacciano all’Immigrazione crescono - secondo gli ultimi dati - di anno in anno. Basta considerare che oggi sono circa 156 mila gli stranieri regolari nel territorio (113 mila a Torino e 43 mila nella provincia) per capire l’impegno richiesto all’Ufficio, tra permessi, richieste d’asilo, istanze di protezione sussidiaria, speciale o internazionale. Sono tutte persone che oggi, in base alle pratiche da sbrigare, si rivolgono agli sportelli dislocati tra via Ruffini, via Dorè e via Botticelli. Sedi che già dall’inizio, dopo la chiusura di corso Verona, rappresentavano una soluzione «ponte»: ora gradualmente - in questo ordine - tutte e tre si trasferiranno al Santo Volto, il nuovo Ufficio Immigrazione tanto voluto dalla dirigente Raffaella Fontana. Nuovi spazi, controlli e servizi per i permessi di soggiorno I lavori sono in corso e andranno avanti senza sosta per inaugurare, almeno il piano terra, il 31 agosto. Gli altri due nelle settimane a seguire. Finora, dopo aver liberato gli spazi che erano della diocesi, sono stati fatti gli adeguamenti necessari per trasformarli: alcuni ambienti sono stati adibiti a sale d’attesa, è stato creato lo spazio per il fotosegnalamento e, pian piano, continuano a venire trasferite tutte le attrezzature. Scrivanie, sedie, lavagne. Oltre alla targa, «Questura di Torino, Ufficio immigrazione», c’è già il citofono. Sono stati installati all’ingresso anche dei metal detector, che serviranno per i controlli, e un cartellone con le indicazioni in diverse lingue - italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo - per semplificare l’orientamento. Al piano terra ci saranno le sale d’attesa, gli spazi dove verranno fornite le informazioni e quelli adibiti al ritiro dei permessi di soggiorno. Al primo altre sale d’attesa, spazi dedicati alle pratiche per la protezione internazionale, l’ufficio contenzioso. Dovrà salire le scale anche chi ha richiesto i documenti tramite le Poste e chi ha utilizzato il portale “Prenota Facile”. Mentre al secondo e ultimo piano sorgeranno altri uffici. Resta il nodo dei collegamenti con Parco Dora Mentre gli operai mettono a punto gli ultimi dettagli, resta il nodo trasporti. Le sedi di via Ruffini e via Dorè hanno le fermate della metropolitana vicine, che consentivano ai cittadini stranieri di raggiungere più facilmente gli sportelli. Ora servirà un potenziamento delle linee, che dal centro porteranno al complesso affacciato al Parco Dora.