Ventiquattro ore, quarantanovemila persone. È il bilancio degli attraversamenti che dal tardo pomeriggio di ieri hanno ridisegnato la geografia umana di Ceuta, l'exclave spagnola sulla costa nordafricana. Il numero, diffuso da fonti ministeriali ma non ancora confermato ufficialmente da Madrid, equivale a più della metà degli 85 mila abitanti della città autonoma. Tra gli arrivati, almeno settemila minori.Il flusso è iniziato approfittando di un momentaneo allentamento dei controlli marocchini. Migliaia di persone hanno attraversato il confine di terra nella zona industriale del Tarajal, a sud est dell'exclave, altre hanno tentato la traversata a nuoto. Diciotto i corpi recuperati in mare dalla Guardia Civil, mentre il totale dei migranti annegati al largo di Ceuta nel corso dell'anno sale a quarantaquattro, vicino al bilancio complessivo del 2025.Rabat ha reagito rafforzando i cordoni di polizia a Fnideq, con mezzi antisommossa e cannoni ad acqua. Scontri con lanci di pietre sono stati segnalati anche a Melilla, dove circa quattrocento persone sono riuscite a entrare nella notte: un "effetto emulazione", lo ha definito il presidente della città, Juan José Imbroda. Il valico di Beni-Enzar resta chiuso, con pesanti ripercussioni sull'Operazione Passaggio nello Stretto, il piano estivo che regola il transito dei cittadini magrebini tra Europa e Marocco.Il governo Sánchez ha mobilitato l'esercito a sostegno della Guardia Civil. Il premier è atteso oggi al Tarajal per una riunione con i vertici delle forze di sicurezza e con il presidente dell'exclave, Juan Jesús Vivas. Madrid promette il rimpatrio dei nuovi arrivati sulla base degli accordi bilaterali già in vigore con Marocco, Mauritania e Senegal, distinguendo tra procedure per adulti e minori.Ceuta e Melilla restano, dal 1995, gli unici confini terrestri dell'Unione europea in Africa: due exclavi spagnole circondate da barriere multiple, telecamere e sensori, punto d'approdo simbolico oltre che fisico per chi tenta la rotta verso l'Europa. La crisi attuale non è la prima: episodi di ingressi di massa si sono già verificati negli anni scorsi, complice l'alternarsi di tensioni diplomatiche tra Madrid e Rabat sulla questione del Sahara occidentale, spesso all'origine degli allentamenti nei controlli marocchini alla frontiera.
Quarantanovemila attraversamenti in 24 ore. Le immagini da Ceuta, la frontiera che non tiene
Settemila minori tra i nuovi arrivati, diciotto corpi recuperati in mare, l'esercito spagnolo schierato a sostegno della Guardia Civil: mentre Sánchez tratta i rimpatri con Rabat, quattrocento persone sono riuscite a entrare nella notte anche a Melilla: "effetto emulazione"










