La strategia della tensione

Ferrante de Benedictis

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Caro Direttore,

sono molto sorpreso nel leggere le parole di alcuni miei colleghi in Sala Rossa e degli esponenti Torinesi di AVS, più che sorpreso dispiaciuto perché mi sarei aspettato che questo non fosse il tempo dei distinguo ma di una condanna senza se e senza ma. Eviterò di rispondere nel merito agli attacchi rivolti alle politiche “securitarie” del governo, termine ormai utilizzato come slogan quando non si hanno argomenti credibili da mettere sul tavolo. Ma ripeto: andiamo oltre perché rischieremmo soltanto di sviare l’attenzione dal pericolo vero, che è quello del terrorismo di matrice eversiva, e di una galassia antagonista che ha trasformato la Val di Susa nella palestra della lotta contro lo Stato.