Abbassare subito i toni. Perché a livello politico la temperatura si sta alzando un po’ troppo. È questo l’appello che la sinistra ha fatto ieri alla maggioranza. Denunciando anche casi di minacce. «Abbiamo sentito Piantedosi», ha detto Angelo Bonelli di Avs, «definirci “complici” delle violenze di Torino. E abbiamo visto leader di partito che mettono il simbolo di Avs sopra l’immagine dell’efferato omicidio di Quentin. È gravissimo, mi riferisco anche a Salvini, che ci ha additati come responsabili. Rischiamo di diventare bersagli, noi ci sentiamo bersagli. In questi giorni io e Fratoianni abbiamo ricevuto gravissime minacce». E poi: «Chiediamo quali iniziative Piantedosi intenda adottare per diminuire il livello di tensione politica e per fare in modo che il confronto possa svolgersi pacificamente e democraticamente».

A Bonelli si è accodato il dem Federico Fornaro. Che ha ricordato gli annidi piombo: «La violenza non si esprime solo con le armi ma anche e soprattutto con le parole. Nessuno della Democrazia cristiana, partito di governo, provò ad abusare dell’etichetta di Brigate rosse per criminalizzare i partiti della sinistra». Già. Però va detto che l’atteggiamento del Pci nei confronti delle Br era molto chiaro, mentre è un fatto che esponenti di Avs sono andati in piazza con Askatasuna e che, a Bruxelles, Sinistra italiana è alleata del partito di Mélenchon, sotto accusa in Francia dopo l’arresto di due assistenti parlamentari per l’omicidio di Quentin...