Le indennità di accompagnamento crescono per due motivi: aumentano i nuovi ingressi e se ne beneficia più a lungo. Il dato è cruciale per programmare le risorse economiche, sanitarie e assistenziali necessarie a sostenere le persone non autosufficienti.
Perché le indennità di accompagnamento aumentano di numero
Le indennità di accompagnamento, destinate alle persone con gravi limitazioni dell’autonomia personale e riconosciute indipendentemente dal reddito, rappresentano oggi uno dei principali strumenti pubblici di sostegno alla non autosufficienza e costituiscono la quota prevalente delle prestazioni di invalidità civile.
Tra il 2002 e il 2026 lo stock delle indennità di accompagnamento in pagamento è più che raddoppiato passando da circa un milione a quasi 2,2 milioni e nel 2024 le indennità liquidate hanno rappresentato ben il 77,8 per cento delle nuove prestazioni riconosciute agli invalidi civili. Ciò significa che una parte molto rilevante dell’intervento pubblico nell’ambito dell’invalidità civile riguarda condizioni di grave perdita dell’autonomia personale, a conferma del peso crescente della non autosufficienza nel sistema assistenziale.
È uno dei fenomeni più significativi che emergono dal XXV Rapporto annuale dell’Inps e apre un interrogativo fondamentale: quali fattori spiegano una crescita così marcata?








