Roma, 4 agosto 2026 – L'Assegno di inclusione supera il milione di famiglie raggiunte e diventa uno dei principali architravi del nuovo welfare contro la povertà. Tra gennaio 2024 e giugno 2026 hanno ricevuto almeno una mensilità 1.018.611 nuclei, per 2,42 milioni di persone. Nel solo giugno i beneficiari sono stati 690.260, con un assegno medio di 672 euro. Numeri che certificano l’ampiezza della domanda sociale ormai divenuta stabile, ma anche il consolidamento di una misura nata per sostituire, insieme al Supporto per la formazione e il lavoro, il Reddito di cittadinanza con una separazione più netta tra fragilità familiare e attivazione occupazionale. È
Una platea di famiglie fragili
L’Adi non è un sussidio indistinto. È rivolto ai nuclei nei quali sia presente almeno un minore, una persona con disabilità, un ultrasessantenne oppure un componente in condizione di svantaggio preso in carico dai servizi. La fotografia dell’Inps mostra quanto queste condizioni spesso si sovrappongano: a giugno 251 mila nuclei avevano minori, 288 mila persone con disabilità, 366 mila almeno un ultrasessantenne e 254 mila carichi di cura. L’importo medio sale a 784 euro nelle famiglie con minori e a 849 euro in quelle con responsabilità assistenziali. Più di 258 mila percettori sono nuclei composti da una sola persona, quasi quattro su dieci del totale mensile: un dato che richiama la crescita della povertà solitaria, soprattutto anziana.








