Lago di Como significa ville storiche, giardini affacciati sull’acqua e panorami che hanno conquistato viaggiatori, artisti e registi di tutto il mondo. Tra le sue meraviglie ce n’è una che conserva un fascino particolare: l’Isola Comacina, l’unica isola naturale dell’intero lago e, nonostante le dimensioni contenute, uno dei luoghi più ricchi di storia della Lombardia. Raggiungibile in pochi minuti di battello dalla sponda occidentale, regala un’esperienza diversa rispetto alle più celebri località del Lario tra silenzi, percorsi archeologici e scorci panoramici.
Unica isola del Lago di Como, una meta culturale completa
L’Isola Comacina concentra in poco più di sei ettari un patrimonio vario dove convivono testimonianze archeologiche di epoca romana, resti di edifici paleocristiani e medievali, racconti popolari tramandati nei secoli e la testimonianza dell’architettura razionalista italiana del Novecento. È questa combinazione a renderla una destinazione culturale completa. Non si visita soltanto un’isola immersa nella natura, ma un museo a cielo aperto dove ogni sentiero racconta una pagina della storia del Lago di Como.
Il contesto storico
L’Isola Comacina era abitata già in epoca romana, acquisendo un ruolo sempre più importante nell’Alto Medioevo, diventando un centro religioso, commerciale e militare. Nei secoli ha ospitato chiese e fortificazioni, assumendo un ruolo centrale nelle vicende del territorio lariano. L’episodio che ne ha segnato il destino risale al 1169, quando è stata distrutta dalle truppe alleate di Como durante il conflitto con Milano e gli abitanti vengono costretti ad abbandonarla. Secondo la tradizione, sul luogo sarebbe stata pronunciata una maledizione che avrebbe impedito per secoli qualsiasi insediamento stabile. Al di là della leggenda, l’evento la trasformò in un luogo sospeso nel tempo, preservandone il carattere storico fino ai giorni nostri.







