Un’organizzazione criminale dedita al traffico di droga, coinvolta in una serie di sparatorie e collegata, secondo gli inquirenti, al clan mafioso Cappello-Bonaccorsi. È questo il quadro emerso dall’operazione della Polizia di stato di Catania che ha portato all’esecuzione di 26 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti. Nel pomeriggio del 28 luglio, su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, gli agenti della Squadra Mobile hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Catania il 27 luglio, dopo gli interrogatori preventivi svolti nei giorni precedenti. Quattro persone sono state raggiunte dal provvedimento: per alcuni è stata disposta la custodia in carcere, per altri gli arresti domiciliari e per due l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di acquisto, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti aggravati dal metodo mafioso. Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dalla Sezione reati contro la persona della Squadra mobile, hanno consentito di raccogliere elementi indiziari anche nei confronti di altri 22 soggetti già colpiti da misure cautelari. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo criminale era composto prevalentemente da giovani leve e avrebbe operato tra i quartieri Villaggio Sant’Agata, Librino e San Cristoforo, con un’organizzazione strutturata, ruoli definiti e un sistema di gestione delle piazze di spaccio.Dalla rissa alla sparatoria alla Ecs Dogana
Catania: droga, armi e rifornimenti in carcere con i droni
Smantellato dalla polizia il gruppo legato al clan Cappello-Bonaccorsi. Per introdurre droga, telefoni cellulari e schede sim nelle carceri sarebbero stati utilizzati anche droni e sistemi per nascondere stupefacenti nella corrispondenza destinata ai detenuti








