In estate, quando un’auto rimane parcheggiata sotto il sole, la temperatura interna può superare facilmente i 50 gradi centigradi, trasformando l’abitacolo in un forno. Per combattere l’afa ed evitare colpi di calore, molti automobilisti si affidano a vecchie abitudini o a “trucchi” che, tra normative severe ed evoluzione tecnologica, si rivelano oggi superati o addirittura illegali.
Accendere il motore a vettura ferma per attivare l’aria condizionata al massimo prima di partire è un errore molto diffuso. Se l’auto è a propulsione termica — benzina, diesel o mild-hybrid — questa condotta viola l’articolo 157, comma 7-bis del Codice della Strada, che vieta di tenere il motore acceso durante la sosta per alimentare il climatizzatore. La sanzione va da 223 euro a 444 euro.
Per rinfrescare l’auto è invece consigliabile aprire le portiere per un minuto, percorrere i primi 200-300 metri a bassa velocità con i finestrini abbassati per espellere il calore e solo allora attivare il clima. Per i veicoli elettrici o plug-in, la pre-climatizzazione da remoto via app è invece del tutto legale ed ecologica, poiché attinge energia dalla batteria di trazione.
Nei tragitti extraurbani o autostradali (sopra gli 80 km/h) è sconsigliato spegnere il condizionatore per guidare con i finestrini abbassati. La resistenza aerodinamica generata dai vetri åperti fa impennare il dispendio di carburante o energia più di quanto consumi l’impianto dell’aria condizionata, mentre l’ingresso di aria calda aumenta il rischio di disidratazione. La soluzione ideale consiste nel mantenere acceso il climatizzatore disattivando il ricircolo, in modo che l’aria esterna venga filtrata e rinfrescata continuamente.








