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All’indomani dell’incendio che a Roma ha fatto evacuare il centro sociale Spin Time, in strada regna l’attesa. Chi aspetta di sapere quando e se potrà rientrare, chi cammina avanti e indietro ancora con l’accappatoio addosso, mai tolto da quando il fumo ha invaso lo stabile, chi tiene accanto a sé la gabbia con il gatto. Le fiamme sono divampate intorno alle 22 di mercoledì. «Stavo dormendo, poi i vicini sono venuti a bussare alla mia porta e siamo scesi velocemente in strada. Il fumo stava riempiendo le scale, facevo fatica a respirare», racconta una signora sudamericana mentre tiene stretto il guinzaglio del suo cane.

Il rogo sarebbe partito da «un locale tecnico affacciato sul cortile interno», spiegano gli occupanti di Spin Time, aggiungendo che «i residenti hanno reagito spegnendo l’incendio per poi evacuare autonomamente l’edificio consentendo l’intervento dei vigili del fuoco». Dopodiché la polizia di Stato insieme alla Digos è entrata nello stabile per un sopralluogo. A luglio del 2022 era accaduto un episodio simile: un incendio scoppiato in un locale usato come palestra aveva portato all’evacuazione temporanea di 150 persone. Ieri però, alle cinque del mattino, la Protezione civile si è presentata in via Santa Croce in Gerusalemme e ha montato tendoni e brandine.