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Giovanni Bernardi e Andrea Camurani

Con il grande caldo si moltiplicano gli incidenti di chi si tuffa (anche in zone vietate) per cercare refrigerio. Un ragazzino è morto dopo essersi buttato nel Tresa: ingannato dalla profondità. Nel Mantovano si cerca un padre che aveva tentato di aiutare la figlia che annaspava nel Po

Con il grande caldo continua la strage nei laghi e nei fiumi: persone che si tuffano per cercare refrigerio, altre che tentano di salvare qualcuno in difficoltà. E aumenta il numero delle vittime e dei dispersi. In Lombardia si registrano altri due casi in meno di 24 ore: in provincia di Varese, dove giobedì 30 luglio è annegato un 17enne, e in provincia di Mantova, dove si cerca un papà che si era buttato per soccorrere la figlia e l'amica che annaspavano.

Ragazzino inghiottito dal fiume TresaUn tuffo nella parte finale del fiume, poche centinaia di metri prima che il corso d’acqua, fra i principali affluenti, si getti nel Lago Maggiore, a Germignaga, in provincia di Varese. Aveva 17 anni il giovane annegato nel tardo pomeriggio di giovedì alla foce del fiume Tresa.