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Gian Mario Benzing, inviato a Martina Franca

Al Festival della Valle d'Itria, Fabio Luisi dirige l'opera in una versione precedente al debutto e alla nascita della famosissima «Habanera»

Non è la «solita» Carmen di Bizet, è una riscoperta, quella diretta da Fabio Luisi al Festival della Valle d’Itria fino al 2 agosto. Di una delle opere più popolari ed eseguite, ascoltiamo, per la prima volta al mondo in scena (in concerto è già stata eseguita), la versione «primitiva». Cioè: Carmen come Bizet l’aveva immaginata e scritta sull’autografo originale del 1874, prima che varie circostanze legate al debutto (Parigi, Opéra Comique, marzo 1875) lo inducessero a tagli, semplificazioni e rifacimenti. Polemiche pelose a parte (s’ha da fare? non s’ha da fare?...), il recupero storico è validissimo e avvincente. È un po’ come entrare nella mente di Bizet e coglierlo in una fase creativa ancora transitoria. Anche se poi, va detto, questa versione (restituita dalla nuova edizione critica Bärenreiter curata da Michel Prévost) non è mai andata in scena vivente l’autore, quindi manca del suo imprimatur definitivo.

Cosa cambia rispetto alla Carmen usuale? A parte i recitativi originali parlati, i cori hanno qui una polifonia più sviluppata (in vista del debutto, Bizet dovette semplificarli per adattarli all’inettitudine del coro parigino), e sono più numerosi i mélodrame, cioè le scene parlate su accompagnamento orchestrale. Il cambiamento più clamoroso è però l’entrata della protagonista. Carmen non canta ancora la famosa Habanera, «L'amour est un oiseau rebelle» (che Bizet scisse successivamente, su richiesta della prima interprete, ispirandosi a un’aria di Sebastián Iradier). I versi sono quasi gli stessi («L’amour est enfant de Bohême»...); invece di «si je t’aime, prends garde à toi» («se ti amo, attento a te») qui Carmen canta «si je t’aime, tant pis pour toi» («se ti amo, tanto peggio per te»); la musica è totalmente diversa: una sorta di ballata in sei ottavi, in la minore, ripresa dal coro, con una sua sensualità spavalda (semitoni ascendenti su «tans pis pour toi», la-la diesis-si , laddove la sensualità della Habanera giocherà su semitoni discendenti). «Carmen diventa così un‘eroina passionale da varieté», spiega il maestro Luisi: «anche se la vicenda poi si inspessisce, si evolve, diventa tragica, questa Carmen inizia in un modo leggero».