VENEZIA - Da domenica e fino al 3 giugno torna in scena al Teatro La Fenice la "Carmen" di Georges Bizet. L'allestimento è quello originale e provocatorio del regista spagnolo Calixto Bieito, con le scene di Alfons Flores, i costumi di Mercè Paloma e le luci di Alberto Rodriguez Vega. Si tratta dello spettacolo che nel 2011 vinse il Premio Abbiati della critica. Sul podio troveremo Francesco Ivan Ciampa, con il Coro della Fenice preparato da Alfonso Caiani e quello dei Piccoli Cantori Veneziani da Diana D'Alessio.

Nel ruolo di Carmen si alterneranno Annalisa Stroppa e Marina Comparato, in quello di Don José i tenori Jean-François Borras e Stefan Pop, in quello di Escamillo i baritoni Alessandro Luongo e Vittorio Prato, in quello di Micaëla i soprani Elisa Balbo e Marta Mari. Su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy tratto dall'omonima novella di Prosper Mérimée, "Carmen" è l'estremo capolavoro di Bizet. Andò in scena con esito tutt'altro che favorevole all'Opéra-Comique di Parigi il 3 marzo 1875 e l'autore morì tre mesi dopo per un attacco cardiaco, probabilmente dovuto anche alla delusione per il recente insuccesso. A consolare le ultime ore di vita del musicista era arrivato, però, un contratto per Vienna, dove l'opera venne rappresentata trionfalmente nell'ottobre del 1875, ma quando ormai il destino del compositore si era già compiuto.A Parigi il soggetto era parso troppo scabroso e le innovazioni drammatico-musicali alquanto ardite. A credere invece tenacemente alla forza di "Carmen" era stata fin da subito la protagonista, Celestine Galli-Marié, che segnò la fortuna di questo titolo in molti paesi europei, Italia compresa. Fu sempre la Galli-Marié a farla rappresentare nuovamente a Parigi, nel 1883, quando ormai era celeberrima anche a New York. Tra sigaraie, contrabbandieri e loschi personaggi, Bizet propone dunque una vicenda che si allontana dalla tradizione dell'Opéra-Comique e dagli ideali della borghesia francese. Certamente prevale la sfrenata e ardente sensualità della protagonista attorno a cui ruota una vicenda di sangue e morte. Tutto è travolto dalla forza dirompente della passione.STORIA Se da un lato "Carmen" è la storia di una donna che liberamente sceglie il suo tragico destino, dall'altro è anche il racconto di un giovane, Don José, che si scontra con un mondo diverso che lo investe e lo conduce alla rovina. Il contesto fortemente popolare è reso da una ricca vena melodica di apparente semplicità. Su una smagliante tavolozza orchestrale dominano ritmi spagnoli e ricorrenti temi cantabili che con echi e ritorni, seppur non in senso wagneriano, lasciano prevalere un tema conduttore che attraversa l'intera opera, quello del destino ineluttabile. «Ambientata in una malfamata terra di confine tra Spagna e Africa si legge nelle motivazioni del Premio Abbiati 2011 la "Carmen" messa in scena da Bieito restituisce al capolavoro di Bizet la sua teatralità ruvida, svelata da istantanee vitali e a volte scioccanti che si susseguono in sintonia con i momenti cruciali della partitura componendo uno strepitoso racconto». Lo spettacolo sarà in scena in lingua originale con soprattitoli in italiano e in inglese.