Un pallone sgonfio è rimasto, cristallizzato nel tempo dei giochi, negli spogliatoi del fu campo sportivo “Del Chiaro”. Siamo nell’ultimo spicchio della Darsena, pensato per accogliere una Cittadella dello Sport. Ma di quell’intuizione, cullata da Paolo Barsacchi, oltre allo Stadio Dei Pini, oggi resta solo il Palasport che porta proprio il nome dell’ex sindaco e senatore. Il fallimento della Viareggio Patrimonio prima, che ha mandato all’asta gli impianti pubblici, e poi il naufragio dei progetti dei privati che avevano acquistato i beni al rialzo, hanno trascinato sia il campo scuola che la vecchia piscina in un abisso. E nell’abbandono di ogni investimento imprenditoriale, ha trovato “casa“ una comunità senza orizzonte. Così la Cittadella dello sport si è trasformata in un Villaggio della disperazione, un dormitorio, un nascondiglio, una discarica. Difficile perfino intravedere il confine fra le funzioni, e la situazione è apparsa in tutta la sua criticità quando un blitz, ieri mattina, ha squarciato il velo sottile di questa realtà.
Era appena sbucato il sole quando i poliziotti hanno spalancato i cancelli e fatto irruzione negli ex impianti sportivi per un’operazione congiunta con la Municipale. La risposta ad una richiesta di legalità montata dopo una serie di episodi che, ruotando attorno a quelle strutture, hanno turbato la serenità del quartiere, "e che non potevamo né volevamo ignorare" ha detto la sindaca Sara Grilli. Dalla molestie subite dai gestori del bar del Palazzetto, costretti ad anticipare la chiusura per l’esasperazione; alle denunce dei giri di spaccio fatte dai residenti della zona, fino alla rapina subita da un uomo a passeggio.










