Non lo dicono apertamente. Ché, come riferisce al Foglio Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e uno dei colonnelli di FdI, “leggo che quelle dichiarazioni Tajani le ha già smentite. Non è mia abitudine commentare ricostruzioni diverse dalla realtà”. O come la pensa il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami, “io quelle parole non le ho sentite quindi non saprei cosa dire”. Eppure quel “i fascisti capiscono solo la forza” che il vicepremier avrebbe pronunciato nella riunione al Senato di mercoledì e riportato dai giornali, non ha fatto particolarmente piacere e in Via della Scrofa e a Palazzo Chigi. Anche perché, unito ad accuse rivolte alla Lega (“noi contiamo di più ma loro sono prepotenti”), ha fatto sì che il vertice assumesse le fattezze del “Tajani furioso che spara contro tutti”. E’ un po’ la nuova fase d’instabilità in cui è piombato il ministro degli Esteri, ragionano sempre nel partito meloniano. Acuita dallo sgarro preferenze alla Camera. Ma che ogni giorno s’arricchisce di nuovi inciampi parlamentari.Se n’è avuto un ulteriore esempio ieri: la commissione Politiche Ue della Camera ha rinviato l’emissione di un parere sullo schema di decreto legislativo che recepisce l’AI Act europeo. Il motivo? La relatrice del provvedimento, la deputata forzista Cristina Rossello, ex avvocata di Silvio Berlusconi e molto vicina alla famiglia, avrebbe inserito nel parere anche le “criticità” emerse nelle varie audizioni, a proposito delle modalità di riconoscimento facciale attraverso l’intelligenza artificiale. Solo che quelle criticità, molte delle quali esternate dalle opposizioni, non sarebbero affatto piaciute a FdI, soprattutto dopo il caos che s’è innescato al Senato mercoledì. Per questo quel parere è stato posticipato alla prossima settimana. “Non sono certo una bellicosa, ma una tecnica. Ho preferito mantenere il mio parere così piuttosto che darne uno secco che non avrebbe tenuto conto della normativa europea”, si difende allora Rossello parlando col Foglio. Secondo cui “le osservazioni tecniche formulate vanno in questa direzione: maggiore coerenza con il Regolamento IA, chiarimenti sullo scraping non mirato, attenzione al ruolo dell’autorità giudiziaria nelle autorizzazioni, valutazione d’impatto sui diritti fondamentali e cautele sulla raccolta e conservazione dei dati biometrici. L’obiettivo è costruire una disciplina efficace, utile alla sicurezza e alle esigenze investigative, ma pienamente rispettosa dei principi di proporzionalità, terzietà, minimizzazione dei dati e tutela delle libertà fondamentali. Per questo i lavori sono stati aggiornati alla prossima settimana, così da consentire una verifica approfondita delle criticità emerse e arrivare a un testo più solido sotto il profilo giuridico ed europeo”. Un ritardo che avrebbe dato particolarmente fastidio al sottosegretario Alfredo Mantovano, che avrebbe preferito chiudere il dossier nei tempi più brevi possibili invece di rimandare di un’altra settimana”. Anche per non concedere pretesti alle opposizioni che già parlano di “maggioranza spaccata”. Proprio ieri su questo Tajani, che è intervenuto al Senato sulla situazione internazionale, s’è rifugiato in un generico “seguiremo le linee dell’Unione europea”.Ma gran parte delle apprensioni di Meloni sono ovviamente legate alle scarse rassicurazioni arrivate sulla legge elettorale. Con il gruppo dei senatori forzisti che più che unità ha mostrato una discreta propensione all’ebollizione. Anche per questo gli esperti di legge elettorale della maggioranza (tra i forzisti ci sarà anche il vice capogruppo a Palazzo Madama Roberto Rosso) si vedranno tra lunedì e martedì. Sempre alla ricerca della famosa quadra sulle preferenze. Tajani nel frattempo, che su territori (vedi la Campania) deve far fronte a una certa litigiosità interna al partito, prova a “blindarsi” dando vita a una serie di appuntamenti. Ad agosto incontrerà gli enti locali a Roma. Poi a settembre partecipando alla festa dei giovani di FI Azzurra libertà a San Benedetto del Tronto cercherà davvero di dare contezza alla promessa di una “campagna elettorale spumeggiante”. Mentre a ottobre è in programma una kermesse di Forza Italia che dovrebbe essere un po’ il sostituto del congresso nazionale che la famiglia Berlusconi gli ha impedito di celebrare prima delle elezioni politiche. Meloni vi guarda con interesse anche per capire quanto saldo sarà il suo vicepremier in un autunno che si preannuncia caldo per il governo e per la maggioranza. Sperando che gli inciampi non s’ammonticchino al punto da rendere impossibile l’andare avanti.
Il “fascisti” di Tajani, lo stop sul riconoscimento facciale (e a Mantovano). FdI è irritata da FI
I meloniani non gradiscono le criticità della forzista Rossello nel recepimento dell'IA Act europeo, così il provvedimento slitta. Mentre sulla definizione espressa dal vicepremier nella riunione con i suoi dentro Fratelli d'Italia c'è imbarazzo









