Il presidente: "Il valore di un territorio non si può delocalizzare. Come istituto cerchiamo di essere presenti"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa vicenda di Coperion non riguarda soltanto gli ottanta lavoratori coinvolti e le loro famiglie. Riguarda un’intera comunità e pone una domanda che va oltre la singola crisi, che crisi non è, ma scelta d’impresa. Quando un’azienda decide di chiudere uno stabilimento non perché manchino commesse e risultati economici, ma per ragioni di strategia globale e obiettivi di redditività, è inevitabile interrogarsi sul modello economico che stiamo costruendo. Le imprese hanno il diritto di definire le proprie strategie industriali. Ma le decisioni sono la cartina tornasole dell’identità d’impresa.

Occorre distinguere tra capitali di territorio, che sono espressione naturale del luogo e capitali neutri, disincarnati, che guardano al mondo come si guarda a una piattaforma per investimenti, estranei da persone, famiglie, relazioni costruite in decenni.

Ora la prima speranza è che dal confronto con sindacati e istituzioni emerga una soluzione alternativa ai licenziamenti. In questo senso va considerata con attenzione la proposta di verificare la possibilità di una cessione del ramo d’azienda anziché procedere alla chiusura dello stabilimento. Cercare questa strada significa tentare di salvaguardare un patrimonio che non merita di essere disperso.