HomeArezzoCronacaVertenza al centro diurno: "Ora pagate le dipendenti"A sei lavoratrici di Caprese non sono state corrisposte la ultime mensilità e il Tfr. La Cgil tuona contro l’Unione dei Comuni: "Nessun segnale di responsabilità". .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciNon c’è pace per le sei dipendenti del centro diurno Don Terzilio Rossi a Lama di Caprese Michelangelo: la vertenza si sta infatti inasprendo e adesso il dito è puntato anche contro l’Unione dei Comuni della Valtiberina Toscana. "La cooperativa sociale Opus di Milano, in raggruppamento temporaneo insieme a un’altra cooperativa sociale (la Essequadro di Caltanissetta) che ha gestito dal 2023 fino a gennaio scorso il servizio nella struttura, non ha corrisposto né le retribuzioni né il trattamento di fine rapporto. Le operatrici, che per mesi hanno garantito con dedizione l’assistenza alle persone fragili della struttura, si ritrovano oggi senza le ultime mensilità e senza il Tfr": così scrive in una nota la Funzione Pubblica Cgil Arezzo.

Ma facciamo un passo indietro per riepilogare la vicenda: già prima della fine del 2024, le lavoratrici lamentavano ritardi continui nel pagamento degli stipendi da parte delle due cooperative sociali, tanto che più volte i compensi erano stati erogati dall’Unione dei Comuni, la cui presidente Marida Brogialdi (che è anche la sindaca di Caprese) aveva inviato una formale diffida ai responsabili del servizio, per poi risolvere in gennaio – come già ricordato - il contratto di appalto, che sarebbe scaduto a fine 2026. Ma ora c’è dell’altro. "Fin dall’inizio – ricorda Alessandra Ricciarini, dirigente della Fp Cgil provinciale - la gestione si è rivelata segnata da gravi irregolarità nella corresponsione degli stipendi e nel versamento degli istituti contrattuali. Nonostante le ripetute pec inviate dal sindacato sia alla cooperativa sociale che all’Unione dei Comuni per richiedere l’attivazione formale dell’intervento sostitutivo di pagamento, l’Unione non ha fornito alcuna risposta e non ha dato nessun segnale di responsabilità. Un silenzio incomprensibile e assordante – sottolinea Ricciarini - che prosegue anche a seguito della formale diffida inviata dal legale incaricato dalla Fp Cgil per la tutela delle lavoratrici. Chi si assume la responsabilità politica, sociale e legale di un servizio pubblico essenziale? L’ente pubblico non può lavarsi le mani semplicemente cambiando gestore. Chi ha lavorato ogni giorno al servizio degli ospiti fragili del territorio merita rispetto e la giusta retribuzione".