Non ci sarà la prima classe presso la scuola primaria di Ro. Il motivo è dovuto al mancato raggiungimento del numero minimo previsto dalla normativa vigente per le Aree Interne, poichè la soglia minima e inderogabile prevista per l’attivazione di una classe prima è di 10 alunne e alunni. "Qualora la totalità delle famiglie del bacino - spiega una nota del comune di Riva del Po - avesse scelto la struttura del territorio, il numero minimo sarebbe stato ampiamente raggiunto". Una decisione dovuta alla "distribuzione delle scelte effettuate dalle famiglie che sui 14 potenziali iscritti 9 le hanno presentate presso il plesso di Ro mentre altre 5 iscrizioni sono state effettuate da famiglie che "hanno intrapreso percorsi differenti". L’Amministrazione Comunale sottolinea di aver messo in campo ogni azione possibile per sostenere l’attivazione della classe, garantendo un costante dialogo con la comunità e con le autorità scolastiche preposte. Ricorda a novembre l’open day, a gennaio ha incontrato le famiglie comunicando l’accoglimento della richiesta e garantendo il ripristino del doposcuola anche il giovedì, con copertura su 5 giorni settimanali a supporto dell’offerta formativa. In aprile sindaco Daniela Simoni e l’assessore Serena Occhi e la dirigente scolastica hanno effettuato un incontro col provveditore agli studi per rappresentare le specificità di Ro e richiedere deroghe ai parametri numerici. Tuttavia il Provveditore ha confermato l’impossibilità di autorizzare un organico dedicato a fronte di 9 iscrizioni complessive per vincoli nazionali. A maggio la comunicazione della mancata autorizzazione della classe prima. "Le affermazioni relative a un ipotetico avvio verso la chiusura dell’intero plesso scolastico risultano prive di fondamento - spiega l’assessore - e le classi attualmente attive presso la scuola primaria di Ro proseguiranno regolarmente il proprio percorso formativo sino al completamento del ciclo di studi. L’Amministrazione Comunale è già al lavoro, in stretta collaborazione con l’Istituto Comprensivo, per analizzare l’andamento demografico e le prospettive dei prossimi anni scolastici - conclude - riaffermando con i fatti e con il confronto istituzionale il proprio impegno a tutela della scuola pubblica e dei servizi alla persona".