Maggio 2025, Theodoris Kyriakou, chairman di Antenna Group, alla cena organizzata a Doha dall’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, in onore del presidente degli Stati Uniti Donald TrumpVia libera dell’Agcom al passaggio di Gedi, la società proprietaria de La Repubblica, dalla Exor degli Elkann alla Antenna Media srl del greco Theodoris Kyriakou, srl costituita a Milano il 12 gennaio scorso. Ma gli omissis contenuti nel provvedimento, appena pubblicato, non svelano chi sia il socio unico della srl italiana. Un indizio sull’origine dei capitali usati nell’operazione porta comunque in Europa, o più precisamente in Grecia, dove la multinazionale dell’informazione ha iniziato le sue fortune. Forse non a Bin Salman, il principe saudita che nel 2021, tramite il fondo Pif, si è impossessato del 30% di Antenna. Ma gli asset di Kyriakou sembrano protetti da una vera e propria “cortina di ferro”, come la definisce Moneta (inserto economico dei quotidiani del Gruppo Angelucci), analizzando l’opacità finanziaria della nuova proprietà del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari.
ALL’ORIGINE DELL’IMPEROKyriakou, secondo dei tre figli del padre Minos, scomparso nel 2017 a causa di un improvviso arresto cardiaco, possiede un po’ di tutto, non solo nel campo della comunicazione, ma non ha mai avuto un giornale, neanche in casa propria. Con l’acquisto di Gedi si trova in pancia anche Radio Deejay, M2o e Capital, oltre a riviste specializzate e siti. L’Agcom, non ha valutato rischi di “accentramento”: le altri emittenti radio o tv di Antenna sono lontane dall’Italia. Il canale Ant1 ha confratelli a Cipro, in Romania, Moldavia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, e pure in Australia e negli States, dove “Theo” si è laureato alla Georgetown University. Che succederà in Italia?






