Taglio del nastro, ieri mattina, per il nuovo centro di ricerche sperimentali dell’Università Politecnica delle Marche. La struttura di circa 400 metri quadrati, realizzata all’interno dell’area della facoltà di medicina e chirurgia, appena dietro all’edificio principale, nasce dalla completa ristrutturazione di un edificio esistente, con un intervento di miglioramento sismico e il rifacimento degli impianti. L’intervento è costato quasi un milione e mezzo di euro: la parte più consistente, 1,2 milioni, arriva dalla Fondazione Cariverona.
Nei nuovi spazi troveranno posto attività di ricerca su medicina di precisione, neuroscienze, oncologia, medicina cardiovascolare, simulazione avanzata, medicina digitale e intelligenza artificiale applicata alla salute, con l’obiettivo dichiarato di passare più velocemente dalle scoperte fatte in laboratorio alla cura dei pazienti. A lavorarci saranno ricercatori, medici in formazione specialistica, docenti e professionisti sanitari, in uno spazio pensato per tenere insieme ricerca e attività clinica quotidiana.
Per l’ateneo, l’iniziativa rafforza il proprio ruolo di istituzione pubblica impegnata nella promozione della conoscenza. Il finanziamento della Fondazione Cariverona non è un episodio isolato: dal 2020 a oggi l’ente ha sostenuto l’Università Politecnica delle Marche in 37 progetti diversi, per un totale di quasi 7 milioni di euro. "Abbiamo investito una cifra importante, ma è frutto di una collaborazione che dura da tantissimi anni" spiega il presidente della Fondazione, Bruno Giordano, inquadrando l’operazione nel ruolo più ampio degli atenei.








