L’ottava edizione del Polifonic Festival si è da poco conclusa, e ha riportato la Valle d’Itria tra i poli d’attrazione più vividi e raffinati della musica elettronica contemporanea su scala internazionale. Dal 22 al 26 luglio, per cinque giornate dense di suono e suggestioni, la rassegna ha accolto migliaia di presenze arrivate dall’Italia e dall’estero, articolando una proposta che ha saputo intrecciare ricerca musicale, fruizione del paesaggio e senso di comunità.
Il bilancio artistico tracciato dalle tre venue dell’evento rispecchia appieno la cura curatoriale che da sempre caratterizza il marchio Polifonic. Più di settanta artisti si sono alternati sul palco costruendo una narrazione sfaccettata, capace di spaziare dai padri fondatori della club culture sulle scene internazionali alle espressioni più d’avanguardia. Tra i passaggi più acclamati si ricordano l’intimo live di Chet Faker, la performance poliedrica di MACE, lo storico set condiviso da Carl Craig e Moodymann — autentiche icone della scena di Detroit —, fino al dj set conclusivo di Craig Richards. Una programmazione di altissimo profilo che ha visto protagonisti anche nomi del calibro di Ben UFO, Djrum, Tiga, Sama’ Abdulhadi, BASHKKA, Chloe Caillet e le atmosfere ipnotiche dei Voices From The Lake.










