PADOVA - Tempo di entrare in funzione e già si è rivelato strategico. Il nuovo Hub di Ingegneria da 30 milioni di euro, inaugurato a giugno nella zona fieristica, sta infatti permettendo al Bo di accogliere le matricole di Medicina per il primo mese di avvio alle lezioni, che da ottobre saranno solo online. Perché la didattica a distanza, al momento, è l'unico mezzo per il Bo di far lezione ai 3.687 "quasi studenti" di Medicina (di cui 2.264 a Medicina e chirurgia, 387 a Odontoiatria e protesi dentaria e 793 a Veterinaria). Il "quasi" è d'obbligo parlando della riforma dell'accesso alla facoltà varata dal governo, che ha sostituito al test d'ingresso un semestre filtro con tre esami da sostenere tra novembre e dicembre. Alla fine, solo chi supera gli esami ed entra in graduatoria può continuare il percorso verso il camice bianco. Intanto grazie ai 3mila posti attivi nel nuovo polo, l'ateneo è riuscito ad accogliere le matricole almeno per il primo mese.
Fino al 24 settembre i "quasi studenti" di Medicina possono relazionarsi con i compagni e i 26 docenti che fanno lezione, così da valorizzare l'inizio dell'esperienza universitaria e rendere meno alienanti i mesi di didattica a distanza. Nel nuovo complesso, cofinanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca (Mur) della forzista Anna Maria Bernini, 1.200 matricole possono prenotarsi a rotazione un posto fino al 24 settembre. Ma considerato che molti iscritti sono lontani da Padova, c'è da credere che tutti quelli che vogliono seguire in presenza potranno farlo. Poi da ottobre, con la ripresa dell'anno accademico, tutti gli aspiranti medici staranno a casa e l'edificio diventerà la nuova casa degli studenti di Ingegneria. Una struttura capiente e iper tecnologica, realizzata in tempi rapidi grazie all'impiego di materiali naturali e sostenibili. LA STRUTTURA L'Hub di Ingegneria è il primo edificio universitario in Italia destinato alla didattica con struttura portante interamente in legno. Si estende su oltre 7 mila metri quadri e offre 16 aule (14 frontali e 2 informatiche), spazi studio, una common room e luoghi di incontro. All'esterno, piazza e giardini con superfici permeabili, sistemi di riuso delle acque piovane e tetto verde per un modello di architettura sostenibile.L'edificio è dotato di 308 pannelli fotovoltaici e di soluzioni a basso impatto che hanno già consentito di evitare oltre 2.100 tonnellate di CO2. Il finanziamento ministeriale - pari a 9 milioni di euro sul totale di 29,9 milioni - non riguarda solo la costruzione dell'Hub, ma anche il rafforzamento della qualità della didattica a Padova. Permette infatti di completare il piano del personale, incrementare i docenti strutturati, aprirsi a talenti internazionali, migliorare l'equilibrio di genere, portare il rapporto studenti/docenti da 19,727 a 19,400 (1,7%) e aumentare le ore di didattica erogate da personale di ruolo. IL PROGETTO Crescono gli iscritti, servono quindi nuovi spazi e più docenti. L'ateneo padovano non conosce inverno demografico e, anzi, è in controtendenza rispetto al quadro nazionale. Dall'anno 2019/20 gli iscritti sono passati da circa 62.500 agli oltre 73.300 del 2023/24, con un incremento del 16,8%.Nel mentre i corsi sono aumentati da 182 a 204. Da qui l'esigenza di mantenere alta la qualità della didattica con ambienti di apprendimento più capienti, accessibili e tecnologici e un miglior rapporto studenti/docenti, così da offrire a tutti - compresi studenti con disabilità e DSA - condizioni di studio migliori. Ecco che l'Hub di Ingegneria è la prima risposta del Bo in attesa del nuovo, ambizioso, campus delle Scienze sociali all'ex Caserma Piave. La ricetta indicata da Roma è rispettata in tutti i suoi ingredienti: posti per più studenti e qualità dell'insegnamento.






