Milano, 31 luglio 2026 – Se si ha una disabilità non bastano tre telefonate ad altrettanti radiotaxi per riuscire a prenotare un taxi con uno o due giorni di anticipo. Se invece non si ha alcuna disabilità bastano 67 secondi cronometrati per avere un taxi sotto casa nel giorno e nell’ora desiderata. Tu chiamale, se vuoi, discriminazioni.
“Sono queste barriere, questi muri, a rendere difficile la quotidianità di una persona con disabilità, a mandarla in burn-out – sottolinea Lisa Noja, consigliera regionale di Italia Viva –. Prenotare un taxi, prenotare un posto al cinema, acquistare un biglietto per un concerto: tutto complicato, tutto impossibile. Eppure basterebbe poco, basterebbe rivedere una norma o l’organizzazione di questo o di quel servizio, non occorre spendere chissà quanti soldi”.
Il primo atto
Proprio a Noja è accaduto di non riuscire a prenotare un taxi. Una videodenuncia, la sua, anzi un racconto in tre atti – tanti quanti i radiotaxi contattati – che si può vedere e ascoltare sui suoi canali social. La richiesta è semplice: poter avere un’auto pubblica attrezzata per il trasporto di persone con disabilità in carrozzina elettrica, a motore, per raggiungere l’aeroporto al mattino presto.







