Firenze, 31 luglio 2026 – Sembrano lontanissime le estati delle ordinanze anti lucciole, stagione di multe per il decoro a chi si vendeva sul marciapiede e di sanzioni al cliente che si accostava: la prostituzione in strada a Firenze è rimasta confinata negli stradoni che portano all’imbocco dell’autostrada a Peretola.
Da anni, non ce n’è più traccia sul lungarno tra Bellariva e Varlungo. E non sono più quelle di una volta neanche le Cascine, dove le generazioni fino agli anni ’90 si divertivano anche solo a farci un giro in macchina.
Sia chiaro: dove il fenomeno resiste, resta un problema per chi assiste, suo malgrado, allo sviaggìo sotto le sue finestre o è costretto a ramazzare fazzolettini e profilattici. Però, da emergenza cittadina, come lo era qualche anno fa, ora si è ridotto a problema di quartiere. Anzi, di un Quartiere in particolare, il 5.
Invece, nell’estate del 2017, la polizia municipale stilò una mappa: il quartiere ’rosso’ anche allora era Novoli, con presenze che dal viale Redi si allungavano fino a via Pistoiese. Dalla parte opposta della città, ci si poteva imbattere in una lucciola perfino a Rovezzano. E, nei parcheggi o nelle vie più nascoste, si consumavano gli incontri, tra le proteste dei residenti.







