Nella prima semestrale di Prada che include Versace vi sono 305 milioni di fatturato in più ma anche maggiori costi per circa 280 milioni. Per la prima volta l’ad Andrea Guerra spiega come prevede di rilanciare l’azienda appena acquisita. “Nei primi sei mesi siamo cresciuti del 16% con Versace e in maniera organica del 5% con un’accelerazione nel secondo trimestre quando siamo arrivati a fare più 7%”.
Ma il calo della redditività, di circa il 15%, è dovuto al fatto che quest’anno Versace sarà ancora in perdita?
“Il motivo del calo della redditività di gruppo nel primo semestre è in effetti dovuto a Versace, ma avevamo anticipato che quest’anno la perdita sarebbe stata sostanziale. Si tratta di un percorso corretto perché bisogna sistemare tante cose per far sì che questo marchio torni ad essere uno dei più autentici e credibili di questo mondo. Ci vorrà un po’ di tempo ma credo che in questo settore, dove bisogna essere sempre molto rapidi e molto proattivi, in certi momenti tocca anche avere grande pazienza”.
Quali azioni concrete avete cominciato ad avviare sull’azienda appena acquisita?
“Abbiamo iniziato un percorso di riorganizzazione, formato il team con l’arrivo del nuovo direttore creativo Pieter Mulier, individuato le aree in cui fare sinergie e avviato un percorso di pulizia dei canali distributivi. E ora ci prepariamo alle prime sfilate di Mulier a inizio 2027”.













