La campagna fall-winter 2026 di Prada (courtesy Prada)
Ventiduesimo trimestre consecutivo di crescita per il gruppo Prada, che segna un miglioramento delle vendite rispetto al primo quarter, a fronte però di una diminuzione della redditività. La società ha archiviato il periodo con ricavi netti poco sopra i 3 miliardi di euro, in progressione del 16%, cifra corrispondente a un +5% organico (escluso il contributo di Versace), con secondo trimestre a +7% a fronte del +6% dei primi tre mesi dell’anno. In riduzione l’utile netto, passato da 386 a 327 milioni (-15%) a fronte di un ebitda adjusted in flessione da 619 a 530 milioni e di un ebit passato da 608 a 523 milioni. Un andamento che conferma le stime degli analisti, che avevano previsto un secondo trimestre caratterizzato da un lieve miglioramento delle vendite e redditività destinata a risentire dell’effetto cambi, dei maggiori investimenti in marketing e del contributo diluitivo dell’integrazione di Versace.
A doppia cifra la crescita del retail che sale del 12% a 2,6 miliardi, +3% organico su una base di confronto del +10% nello stesso periodo del 2025. Il secondo trimestre, nello specifico ha visto un’accelerazione del 5% organico, nonostante un impatto più marcato del conflitto in Medio Oriente.














