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L’intelligenza artificiale è sempre più presente nelle attività lavorative. Secondo l’Osservatorio HR Innovation del Politecnico di Milano, il 44% dei lavoratori utilizza strumenti di AI, rispetto al 32% dell’anno precedente. Nel settore ICT, Media & Telco, la quota raggiunge il 65%, a conferma di una diffusione particolarmente significativa.

In questo contesto, per le aziende la sfida non riguarda più soltanto l’introduzione di nuovi strumenti, ma anche la capacità di sviluppare competenze adeguate e di definire modalità di utilizzo dell’AI che siano efficaci, sicure e coerenti con i processi aziendali. Nel 2025 Wind Tre ha realizzato 82.000 ore di formazione dedicate all’intelligenza artificiale e alla cybersecurity e ha avviato un programma di AI Adoption che coinvolgerà circa 480 persone delle funzioni staff.

L’AI è già nei flussi di lavoro, ma va governata

L’AI ha superato la fase della sperimentazione. È entrata nelle agende dei manager, nelle attività quotidiane dei team, nei processi di ricerca, scrittura, analisi, sintesi e organizzazione del lavoro. Ora, però, per le imprese si apre una fase più complessa: trasformare l’uso spontaneo degli strumenti AI in una competenza aziendale, diffusa e governata. In una parola: fare l’upskilling.