Una sanzione da quasi sessantamila euro per difendere la dignità di una vittima e richiamare i media alla responsabilità dell’informazione. Il caso di Chiara Poggi e del delitto di Garlasco torna al centro del dibattito pubblico, ma stavolta non solo per gli sviluppi giudiziari, in continuo aggiornamento. Al centro della discussione ora c’è anche il modo in cui la cronaca nera viene raccontata e, soprattutto, il confine tra diritto di cronaca e tutela della dignità delle persone coinvolte.

Caso Garlasco Chiara Poggi, maxi multa a programmi tv per aver mostrato il corpo della ragazza

Il Garante per la protezione dei dati personali ha infatti sanzionato con quasi 60 mila euro i programmi televisivi Le Iene (sanzione di 51.091 euro) e Zona Bianca (8.515 euro) per la diffusione di immagini della scena del delitto e del corpo di Chiara Poggi, ritenute «non necessarie ai fini dell’informazione e lesive della memoria della giovane e dei suoi familiari». Il procedimento era partito nell’aprile dello scorso anno da un reclamo presentato dai genitori della giovane, Rita Preda e Giuseppe Poggi, assistiti dall’avvocato Vinicio Longo.

Secondo la famiglia, le immagini trasmesse durante alcuni servizi dedicati alla riapertura delle indagini non aggiungevano alcun elemento utile alla comprensione dei fatti, ma erano di carattere esclusivamente sensazionalistico. Le ricostruzioni mostravano infatti il corpo della vittima, le tracce di sangue e altri dettagli dell’interno della villetta di via Pascoli, luogo del delitto.