Il fenomeno dello spargere i cosiddetti "bocconi avvelenati" per uccidere cani e gatti è comune in molte città italiane. Il punto di riferimento ufficiale per comprendere la quantità di casi è il Portale Nazionale degli Avvelenamenti Dolosi degli Animali, gestito dal Ministero della Salute e dagli Istituti Zooprofilattici Sperimentali. A questo si è affidata la Regione Emilia Romagna per fare il conto drammatico dei casi avvenuti in loco che si sono attestati a 1.920 animali avvelenati tra il 2009 e il 2024.

Ora è proprio la Regione a fare una manovra di contrasto concreta per fermare questa deriva, attraverso lo stanziamento di 30mila euro per la creazione di un'unità cinofila dedita proprio al rilevamento delle esche. L'intero importo dell'operazione prevede un costo totale di 44.800 euro e l'inizio del percorso di formazione per i binomi che parteciperanno avverrà nel 2027. Il progetto è curato dall'associazione S.A.R. Team Faenza Unità Cinofile che si occupa principalmente dell'addestramento di Unità Cinofile da Soccorso per la ricerca di persone disperse in superficie e sotto le macerie ma, come scrivono sul sito ufficiale, "l'organizzazione è coinvolta ad ampio spettro nell'aiuto alla popolazione e agli animali". La rilevazione delle esche prevede oltre alle grandi capacità olfattive dei cani cui sarà affidato questo delicato compito anche il recupero e il campionamento dei reperti da parte dell’Istituto zooprofilattico sperimentale Lombardia ed Emilia-Romagna. Tutti i dati raccolti andranno chiaramente a foraggiare il grande bacino del portale nazionale e il conduttore si occuperà anche della cosiddetta "bonifica" dell'area dove l'esca viene ritrovata.