La copertina del nuovo numero de L’Espresso lascia spiazzati. Eppure riguarda l’argomento di cui si parla di più da settimane: l’ondata anomala di caldo che sta mettendo in crisi tutti i Paesi dell’emisfero boreale. L'immagine però è una cosa mai vista: sulla sagoma delle famose Due Torri di Bologna si sovrappone un quadrato giallo acido e rosa shocking, e l’indicazione della temperatura ad altezza d'uomo (34.02 gradi) e a terra: 40 gradi, come si legge dietro il titolo di copertina “State caldi”. L’inchiesta di Angiola Codacci-Pisanelli mette a confronto misure e stratagemmi ideati da Tokyo ad Amsterdam, da New York a Roma per garantire la salute dei più fragili e la qualità della vita di tutti. E il direttore Emilio Carelli nel suo editoriale lancia la sfida a chi ancora si ostina a negare il riscaldamento globale.Nel lungo servizio di copertina scorrono focus sulle temperature che fanno già ora del 2026 l’anno più caldo della storia (Maurizio di Fazio) e sugli incendi che devastano Francia e Spagna (di Federica Bianchi), sulle misure per tutelare i lavoratori a rischio (di Gennaro Tortorelli) e i malati di cuore (di Marco Roberti), sulle strategie per limitare i danni in agricoltura (di Antonia Matarrese) e per costruire città più adatte al caldo crescente (di Andreas Kipar). E Tiziana Faraoni entra nel dettaglio delle immagini che illustrano la copertina e l’intero servizio, realizzate da Michele Lapini usando una termocamera. Le pagine di politica aprono con un focus di Carlo Tecce sui finanziamenti che i partiti ottengono grazie al 2 per mille. Il decreto per la punibilità dei minorenni è al centro di un’intervista di Emilio Carelli al presidente di Unicef Italia Nicola Graziano, che la critica fermamente, mentre Erica Manna spiega perché i minori stranieri sono trattati come un’emergenza permanente: e il vicedirettore Enrico Bellavia denuncia la deriva securitaria del governo che vuole trasformare in colpa criminale ogni forma di disagio.Marco Antonellis racconta i tormenti del cantiere del Campo Largo, Tommaso Sasso presenta la raccolta di firme pacifiste promossa da cento Comuni e da varie associazioni della società civile, Gianfrancesco Turano firma un bilancio finale dei Mondiali di calcio. E mentre Sebastiano Messina invita i partiti a firmare un patto in difesa dei principi democratici, Pietro Folena consiglia a tutti di rileggere la Costituzione.Un’inchiesta di Maria Cristina Fraddosio e Stefano Vergine fa i conti delle rette degli stranieri che, tra luci e ombre, salvano i bilanci delle piccole università. Simona Losito invece racconta la richiesta di boicottaggio firmata da dipendenti del Cnr che si oppongono a un progetto di ricerca con possibili ricadute belliche in collaborazione con Israele. Si parla del carcere di Sollicciano (Eleonora Signorini), del naufragio della Costa Concordia (Floriana Bulfon) e della memoria di un partigiano che unisce Campania e Slovenia (Linda Di Benedetto), mentre Giulia Vasta presenta il terzo video del canale YouTube de L’Espresso dedicato alla malasanità. Francesca Barra invece firma un ritratto di Padre Eligio, fondatore della prima comunità italiana di recupero per tossicodipendenti.In Cisgiordania gli attacchi dei coloni continuano impunemente: ne scrive Daniele Mastrogiacomo, mentre Laura Silvia Battaglia fa il punto sulla situazione nello Yemen sospeso tra l’appoggio degli Houthi all’Iran e le mire saudite. In Africa si schiacciano i diritti dei gay (di Matteo Giusti) e non c’è ancora giustizia per l’uccisione dell’ambasciatore Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci (di Antonella Napoli). E mentre Diletta Bellotti analizza la rivolta degli scarafaggi, i giovani schiacciati dall’India di Modi, Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni presentano i villaggi-ghetto per suprematisti bianchi. Parla di Stati Uniti anche Carlo Cottarelli, che torna sul valzer dei dazi di Trump, mentre Federico Carli e Flavio Avallone spiegano la riforma della Federal Reserve.Come funzionano le fabbriche di notizie spazzatura? Risponde un’inchiesta di Gloria Riva, accompagnata da un focus di Alessandro Longo su come Big Tech saccheggia i giornali. Di nuove tecnologie scrivono anche Marco Montemagno (sulla Silicon Valley cinese) e Massimiliano Panarari (il bando di smartphone e social media). Eugenio Occorsio invece si concentra sulla crisi della Ibm, che per quasi un secolo è stata una delle aziende di riferimento dell’economia mondiale,E L’Espresso chiude con un viaggio virtuale che passa prima da Cuba (Maddalena Messeri intervista lo scrittore Miguel Barnet, Emanuele Coen dialoga con il musicista Salvador Repilado Labrada di Jorge Enrique Lage) e poi va in Indonesia (Massimiliano Valeri racconta la fuga di Rimbaud e di Ludwig Fisher, figlio illegittimo di Hegel). Flavio Natalia analizza i film in arrivo alla Mostra di Venezia, Anna Dichiarante presenta il festival Babel (e il suo inventore, Vanni Bianconi). Si parla di musica con Bruno Ployer che intervista Nicola Sani, e con Stefania Rossini che spiega a un lettore perché Vasco Rossi merita una tesi di laurea. Loredana Lipperini infine invita a scuotersi dal torpore e a scegliere, malgrado tutto, la speranza: con l’aiuto di Joseph Conrad e di Portia Elan.
State caldi - Cosa c'è sul nuovo numero de L'Espresso
Il settimanale, da venerdì 31 luglio, è disponibile in edicola e in app








