Continua a chiudere in rosso Futura editrice, ma quest’anno arriva un salvagente da Palazzo Chigi per quattro riviste periodiche pubblicate. Vale il doppio di quello concesso al Sole 24 Ore
L’editoria continua a svenare la Cgil di Maurizio Landini, che anche del 2025 ha avuto il problema di coprire 2,631 milioni di euro di perdite della sua società controllata Futura editrice srl. Il dissanguamento delle casse del primo sindacato italiano è stato meno copioso di quello dell’anno precedente, quando la società aveva perso 4,7 milioni di euro. A limitare un po’ i guai nel 2025 è arrivata una ciambella lanciata dalla presidenza del Consiglio di Giorgia Meloni, da cui è arrivato un «contributo a fondo perduto di 740.514 euro per gli investimenti effettuati nel corso del 2023 in tecnologie innovative». Il fatturato della società editrice è più che raddoppiato, passando da 2,9 a 6,689 milioni di euro, ma sono cresciute non poco anche le spese di produzione passate da 7,7 a 9,3 milioni di euro causando così il nuovo buco in bilancio.
Le riviste di Futura
Il salvagente partito da Palazzo Chigi legato alle tecnologie per editare quattro riviste
Il salvagente parziale lanciato a Landini dalla Meloni viene dal dipartimento editoria della presidenza del Consiglio dei ministri e dal fondo straordinario per l’innovazione nell’editoria italiana stabilito da un dpcm del 2023. Le domande di contributo sono state presentate nel 2024 e accolte parzialmente distribuendo poi le somme nel 2025. L’elenco in cui è stata ricompresa la società editoriale della Cgil è quello delle «misure a sostegno degli investimenti in tecnologie innovative realizzati da imprese editrici di quotidiani e periodici e da agenzie di stampa» previsto nell’articolo 5 del dpcm. La società Futura non è editrice né di quotidiani né di agenzie di stampa. Edita alcuni libri a tema durante l’anno, ma questa attività non era compresa nel dpcm. Il contributo le è stato dato quindi per gli investimenti tecnologici sulle quattro riviste pubblicate, che escono tre o quattro volte l’anno. Si tratta di “Rgl”, una rivista di giurisprudenza, di “Rps”, rivista delle politiche sociali, “Qrs” (Quaderni di rassegna sindacale), e di “Critica marxista”, unico bimestrale di riflessione politica e culturale.









