“Abbiamo fatto la classica sceneggiata all’italiana”. Fulvio Collovati ha le idee chiare su quello che è successo ai vertici della Figc negli ultimi 20 giorni: la candidatura a ct di Andrea Pirlo, le polemiche, la retromarcia di Giovanni Malagò, l’addio di Paolo Maldini e Leonardo, infine il ritorno di Roberto Mancini nel ruolo di commissario tecnico. L’ex difensore, campione del mondo nel 1982, in un’intervista a Fanpage.it commenta duramente le scelte compiute dal presidente Malagò: dalla decisione di puntare su Maldini alla retromarcia che ha portato a Mancini ct, con Claudio Ranieri direttore tecnico: “Queste sono tutte scelte di Malagò. È lui che ha indirizzato questo percorso. Se l’idea era quella, bastava dirlo subito e risparmiare venti giorni di confusione“.
In effetti al Federcalcio italiana è stata protagonista di diverse figuracce in questo ultimo mese: dalla caccia a Pep Guardiola che è valsa un rifiuto plateale, fino al caso Pirlo e al successivo casting che ci ha fatti diventare ancora gli zimbelli del mondo pallonaro, come se non bastassero le tre assenze di fila dei Mondiali. Collovati ricostruisce così la vicenda: “È stata una scelta dettata anche dall’amicizia profonda che c’è tra Malagò e Mancini. Nel calcio succede anche questo. La Lega di Serie A voleva Conte, Maldini invece puntava su Pirlo. Alla fine abbiamo sfiorato il grottesco: prima Guardiola, poi Ancelotti, poi altri nomi… Se Malagò voleva davvero Mancini, poteva nominarlo subito. Non c’era bisogno di tutto questo”.












