Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiRimodulati i finanziamenti per la messa in sicurezza di ponti e viadotti sul Po. Ora province e città metropolitane devono correre per rispettare la scadenza del 30 settembre per aggiudicare i lavori.
È stato finalmente pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 170 del 24 luglio scorso l’atteso decreto interministeriale con cui sono stati rimodulati gli interventi ammessi ai finanziamenti previsti dal co. 891 della L. 145/2018.
Tale norma, emanata all’indomani del crollo del Ponte Morandi di Genova, destinava risorse ingenti alla messa in sicurezza dei ponti esistenti e la realizzazione di nuovi ponti in sostituzione di quelli esistenti con problemi strutturali di sicurezza nel bacino del Po, istituendo un fondo con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2023. Da allora si è innescata una sorta di catena di Sant’Antonio fatta di ritardi e proroghe a fronte della quale è davvero difficile ricostruire le responsabilità. Il risultato è che una buona parte delle risorse disponibili non è stata spesa.
Le nuove scadenze per gli enti locali
Con l’art. 7, co. 4-duodecies, del D.L. n. 202/2024, convertito con L. n. 15/2025 si è quindi provato a cambiare registro: gli enti locali sono stati invitati a confermare le manifestazioni di interesse presentare 7 anni prima, rivedendo anche i relativi quadri economici e cronoprogrammi, in modo da convogliare le economie su progettualità ancora necessarie e realizzabili. In contropartita, è stata fissata una tempistica stringente in base alla quale gli appalti avrebbero dovuto essere obbligatoriamente aggiudicati entro il 31 dicembre 2025.







