La carenza infermieristica in Italia è il sintomo di un’inefficienza strutturale del mercato del lavoro, prima ancora che una semplice emergenza numerica. È la conclusione a cui giunge l’Eurispes nello studio «Oltre il lavoro dipendente. Nuovi modelli organizzativi del lavoro nell’area infermieristica», diffuso ieri, che «invita a spostare il dibattito dal “quanti infermieri mancano” al “come” il sistema li impieghi, li trattenga e li valorizzi».
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Il rapporto individua alcune delle principali «disfunzioni» del mercato infermieristico italiano. Precarietà, turn-over elevato, scarsa mobilità, condizioni contrattuali poco attrattive e difficoltà nel riconoscimento dei titoli convivono infatti con carenze di personale e problemi nell’inserimento di nuove figure. Un paradosso che, secondo Eurispes, dimostra come il nodo non sia soltanto il numero di professionisti disponibili, ma la capacità del sistema di impiegarli in modo efficiente. Aumentare i posti nei corsi di formazione, da solo, non basta: occorre intervenire sull’organizzazione del lavoro.








