Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa tecnologia di consumo chiude i primi cinque mesi del 2026 con un fatturato complessivo di quasi 6,5 miliardi di euro, in crescita del 5,2%. Il mercato conferma quindi la fase di «ripresa dopo un periodo caratterizzato da dinamiche più discontinue e da un rallentamento di alcune categorie chiave», secondo l’analisi di NielsenIQ (Niq). Del resto, «il momento favorevole della tecnologia di consumo è stato favorito da diversi fattori, tra cui gli incentivi all’acquisto di alcune categorie di elettrodomestici, nuovi lanci e il buon andamento dei dispositivi che rispondono alla crescente domanda di praticità e semplificazione nella vita quotidiana. Ma, per la seconda parte dell’anno», avverte Cletio Nhassavele, T&D sub lead di Niq, «le prospettive del mercato dipenderanno in larga misura dall’evoluzione del contesto macroeconomico e dalla risposta dei consumatori a fattori quali il costo delle materie prime e le conseguenti dinamiche di prezzo».
Attese in chiaroscuro per il secondo semestre della tecnologia di consumo
Un quadro problematico per le famiglie
E infatti, proprio ieri, passando dalle vendite effettive nei primi cinque mesi alle dichiarazioni sulle intenzioni di acquisti futuri, rilasciate a luglio e riportate dall’Osservatorio mensile Findomestic, gli italiani pensano in generale di ridurre il loro shopping del 2,7% nei prossimi tre mesi (quindi fino a settembre). Perché questi primi segnali d’inversione di tendenza? «Di mese in mese i dati sulla percezione della situazione economica della propria famiglia non mostrano miglioramenti: per quattro famiglie su dieci il quadro resta problematico», conferma Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic. «Ferma anche la capacità di risparmio: un obiettivo centrato da sei famiglie su dieci, ma ancora un’utopia per le altre». In particolare, secondo Niq il segmento della tecnologia di consumo è stato alimentato soprattutto da piccoli elettrodomestici su del 9,8% nel confronto anno su anno, seguiti dall’informatica a +8,8% e dalla telefonia a +4,9%. Nell’Osservatorio Findomestic invece, i piccoli elettrodomestici attirano il 36% degli intenzionati ad acquisti futuri ma su di un contenuto 0,7%, rispetto al mese precedente, mentre la telefonia è al 27% ma in terreno formalmente negativo (-0,5%).






