Di: Michèle Scherer (SRF), articolo originale - sf, adattamento in italianoQuanto conoscono davvero i politici le opinioni dei propri elettori? Uno studio sulle elezioni federali del 2023 ha cercato di rispondere a questa domanda, giungendo a una conclusione sorprendente: i candidati di tutti i principali partiti tendono a considerare la propria base elettorale più conservatrice di quanto non sia in realtà.I temi esaminati dallo studioIl sito di studi politici De Facto, usando i dati delle ultime elezioni federali, si è concentrato su quattro temi: l’introduzione di un salario minimo, l’innalzamento dell’età pensionabile, la parità di diritti per le coppie dello stesso sesso, l’introduzione del diritto di voto e di eleggibilità per gli stranieriIl PS e l’età pensionabileNel caso del Partito socialista (PS), la discrepanza più marcata riguarda i temi di politica economica. L’esempio più evidente è quello dell’età pensionabile: i candidati del PS ritengono che i propri elettori siano più favorevoli a un suo aumento di quanto non siano in realtà. Lo scarto sfiora i 25 punti percentuali.Allo stesso tempo, i candidati socialisti tendono a sottovalutare il sostegno della loro base all’introduzione di un salario minimo.Per quanto riguarda invece le questioni di politica sociale, come i diritti delle coppie dello stesso sesso, le valutazioni dei candidati risultano molto più vicine alla realtà: in questi ambiti, le loro stime si discostano solo di poco dalle effettive posizioni dell’elettorato socialista.Elettorato del Centro meno conservatoreNessun altro partito valuta in modo così impreciso le posizioni dei propri elettori come il Centro. Considerando i quattro temi analizzati nello studio, i suoi candidati sono quelli che più tendono a sottostimare quanto l’elettorato sia in realtà progressista.La differenza è particolarmente marcata per quanto riguarda l’introduzione di un salario minimo e i diritti delle coppie dello stesso sesso. In entrambi i casi, gli esponenti del Centro sottovalutano il sostegno della propria base di oltre 20 punti percentuali.Il PLR sbaglia soprattutto sui temi economiciPer quanto riguarda il Partito liberale radicale (PLR), le maggiori differenze emergono sulle questioni di politica economica. I candidati tendono infatti a sottovalutare sia il sostegno del proprio elettorato all’introduzione di un salario minimo, sia l’opposizione a un aumento dell’età pensionabile. In entrambi i casi, lo scarto si aggira attorno ai 20 punti percentuali. Le differenze risultano invece meno marcate sui temi di politica sociale.Paradossalmente, è proprio sul terreno dell’economia, considerato uno dei temi centrali per il PLR, che i candidati liberali radicali mostrano più spesso una percezione errata delle posizioni della propria base elettorale.UDC più progressisti su quasi tutti i temiAnche i candidati dell’Unione democratica di centro (UDC) tendono a percepire il proprio elettorato come più conservatore di quanto non sia in realtà su numerosi temi. L’errore di valutazione è particolarmente evidente riguardo all’età pensionabile: la base dell’UDC si mostra infatti molto più scettica nei confronti di un suo aumento di quanto i politici si aspettino.Uno dei risultati più sorprendenti dello studio riguarda però una delle questioni storicamente più care all’UDC, ossia il diritto di voto per le persone straniere. In questo caso, i candidati ritengono il proprio elettorato più favorevole a questa possibilità di quanto non sia realmente.Si tratta dell’unico tema analizzato nel quale la base elettorale risulta più conservatrice rispetto a quanto stimato dai candidati del partito.Impatto limitato sulle elezioniSecondo lo studio, queste errate percezioni dell’elettorato hanno un impatto contenuto sul successo elettorale dei candidati. A influenzare maggiormente l’esito delle elezioni sono infatti altri fattori, come la posizione occupata in lista, ma soprattutto l’esperienza politica e professionale accumulata dai candidati.Gli autori rilevano però che la tendenza a considerare la propria base più conservatrice di quanto sia realmente può avere conseguenze sul processo politico. Convinti di trovarsi di fronte a un elettorato più restio al cambiamento, i rappresentanti possono infatti sovrastimare la resistenza a riforme e adattare di conseguenza tempi e contenuti delle proposte, portando a una sorta di cautela politica intrinseca.
I politici sanno cosa vogliono i loro elettori? - RSI
Uno studio sulle elezioni federali 2023 rivela che i candidati di PS, Centro, PLR e UDC sovrastimano il conservatorismo dei propri elettori. Scopri i dettagli.







