“Non è una questione di contratto, non è questo il motivo”. In un’intervista concessa a Espn, Carlo Ancelotti spiega le ragioni che lo hanno convinto a rifiutare la proposta dell’Italia e rimanere alla guida del Brasile. Non è un mistero, lo avevano dichiarato Paolo Maldini e Leonardo in conferenza stampa: la Figc aveva provato a contattare anche il tecnico di Reggiolo, oltre a Pep Guardiola, per affidargli la panchina della Nazionale azzurra. Era arrivato un rifiuto. Il resto è triste storia nota di questi giorni: la candidatura a ct di Andrea Pirlo, le polemiche, la retromarcia di Giovanni Malagò, l’addio di Maldini e Leonardo, infine il ritorno di Roberto Mancini nel ruolo di commissario tecnico.
Ancelotti ha osservato tutto questo da lontano, ben saldo sulla panchina del Brasile. E ora ha deciso di spiegare i motivi del suo no: “È perché ho un impegno nei confronti della Cbf e di questo Paese, voglio restare qui. Ho ringraziato la Federazione Italiana, naturalmente, ma voglio restare perché credo sia giusto e doveroso rimanere in un Paese che mi ha accolto così calorosamente, in un’istituzione che mi ha dato l’opportunità di lavorare”.
Ancelotti aveva firmato a maggio un prolungamento di contratto con la Confederazione calcistica brasiliana (Cbf) fino ai Mondiali del 2030, dopo aver assunto la guida della nazionale poco dopo aver lasciato il Real Madrid un anno prima. Nonostante questo, la Figc aveva tentato di riportarlo in Italia, forse confidando anche su un Mondiale disastroso: il Brasile ha subito la sua più precoce eliminazione dal 1990, con la sconfitta agli ottavi di finale contro la Norvegia . Ma al contrario, questo risultato ha contribuito a rinnovare le motivazioni di Ancelotti. “Il risultato dei Mondiali non è stato positivo; ha deluso tutti e siamo tutti tristi”, ha spiegato il 67enne. “Ma dobbiamo guardare indietro a ciò che è già successo con un occhio e guardare al futuro con l’altro, perché questa nuova generazione di giocatori – questo Paese ha giocatori di talento – e possiamo costruire un futuro positivo“.










