di Giovanni Muraca

La stessa aria degli anni tra il 2009 e il 2018 si sta respirando in questi giorni, ma con declinazioni diverse.

Dalle leggi ad personam a quelle ad imperium, dallo spread alle stelle a una situazione economica drastica e un caro vita più insistente, il quale fa sì che qualsiasi ceto sotto i settantamila euro di retribuzione faccia fatica ad arrivare a fine mese. Ed è in questo malcontento che le piazze cominciarono a scaldarsi. Quelle folle nate nel 2005 come sostenitori di un allora visionario, le quali si trasformarono poi in Meetup grazie anche al suo blog; le stesse che fecero da volano a una rete salda sul territorio per percorrere i primi passi verso il futuro: il Movimento 5 Stelle.

Un movimento che nasceva come protesta e che da qualche anno si colloca verso un’area progressista.

Dopo la morte di Gianroberto Casaleggio – l’altra mente che insieme a Grillo diede vita al partito guidato ora da Conte – la figura del comico genovese ha cambiato completamente i connotati e una netta spaccatura col “Fu Movimento” arriva dopo la caduta del governo “giallo-rosa” nel 2021.