TRENTO. «Una lettura fuorviante e lontana dalla realtà». Con queste parole l'Amministrazione comunale replica alle critiche della consigliera di Onda Giulia Bortolotti, che aveva contestato i costi del cosiddetto "Gabinetto del sindaco". Secondo il Comune, la definizione stessa sarebbe errata: il Servizio Gabinetto e Pubbliche relazioni non coincide infatti con lo staff fiduciario del primo cittadino.

Nella nota si precisa che solo due delle venticinque persone assegnate al servizio lavorano direttamente per il sindaco: un segretario e un'addetta alla comunicazione. Tutti gli altri dipendenti svolgono attività amministrative e di servizio rivolte alla cittadinanza. «La consigliera mostra una conoscenza molto approssimativa degli uffici comunali e non ha alcun rispetto per i dipendenti dell'Amministrazione pubblica», si legge nella replica.

Il Comune porta alcuni esempi. Tra le strutture che fanno capo al Servizio Gabinetto c'è l'Ufficio relazioni con il pubblico (Urp), composto da tre dipendenti che ogni anno gestiscono oltre 21 mila richieste di informazioni e segnalazioni, assistono i cittadini nei servizi digitali e nel pagamento dell'Imis, rilasciano le credenziali Spid e seguono le pratiche inviate attraverso la piattaforma "Segnala un disservizio".