La bassa densità abitativa, la vocazione rurale e una minore accessibilità hanno preservato la Maremma dalle forme di turismo più aggressive e dalle pressioni eccessive sull’ambiente: quelli che fino a pochi anni fa apparivano come svantaggi territoriali emergono oggi, secondo Legambiente, come punti di forza per sviluppare un turismo più sostenibile. È il tema al centro della seconda giornata della tappa toscana di Goletta Verde, dedicata al turismo sostenibile e responsabile nelle aree costiere. Il seminario si svolgerà oggi, dalle ore 17 alle 19, allo Yacht Club di Punta Ala, nel Comune di Castiglione della Pescaia, e rientra nella collana di appuntamenti Aspettando Festambiente.

Il confronto parte da una Toscana turistica che procede a due velocità. A sud si concentra un territorio da tempo protagonista delle Cinque Vele assegnate da Legambiente e Touring Club alle località costiere più pulite, sostenibili e attente alla tutela del paesaggio. A nord prevale invece un turismo più massivo e in costante crescita.

«Ci appelliamo alla Regione Toscana affinché con le sue politiche integrate possa accompagnare tutte le zone costiere verso le performance di sostenibilità che caratterizzano la Maremma – dichiara Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana e componente della segreteria nazionale del Cigno verde – Troppo spesso infatti nel passato abbiamo sottovalutato la vocazione rurale della Toscana meridionale, il suo essere poco densa, poco popolosa, poco raggiungibile. In realtà, questi apparenti deficit l’hanno preservata dal turismo più aggressivo e da pressioni eccessive sulle matrici ambientali. E in tempi in cui diventerà d’obbligo ripristinare la natura, ecco che quello che fino a pochi anni fa sembrava uno svantaggio diventa un merito».