Non incendiare il clima del dibattito politico, inseguendo la cronaca, perché le elezioni sono lontane. Piuttosto, a iniziare dalla sicurezza, l’azione legislativa dovrebbe essere orientata a risolvere i problemi dei cittadini. Alla vigilia di un autunno che segnerà il pieno ingresso nella campagna elettorale per le Politiche del 2027, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella invita ad abbassare i toni parlando di una “aggressività verbale” definita “inopportuna” e “immotivata”. L’occasione per l’ultimo monito del capo dello Stato è la cerimonia del Ventaglio al Quirinale: un invito, pacato ma incisivo, ad abbassare i toni e a muoversi sui temi più caldi, senza stabilire le priorità in base a cosa accade, compresa la riforma del servizio pubblico e il funzionamento della Vigilanza Rai.
Ma prima di ogni cosa, Mattarella si dice sostanzialmente preoccupato dai toni che hanno segnato la partenza della campagna elettorale. “Mi auguro costantemente”, ha sottolineato, che la vita politica interna “si svolga nel reciproco rispetto; senza inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata, e, a mio avviso, anche controproducente”. Le tensioni elettorali – ha rimarcato – sono “piuttosto intempestive” e, ecco l’auspicio, “non sottraggano attenzione ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini e non inducano ad alterare la realtà delle questioni”. Invece, il “punto di attenzione principale per tutte le parti politiche” dovrebbe essere il “crescente fenomeno della mancata partecipazione al voto”.










