L’intelligenza artificiale entra in azienda con strumenti che sembrano innocui: chatbot, assistenti per la scrittura, motori di sintesi, agenti per il customer service, sistemi di ricerca interna, applicazioni di analisi documentale. La semplicità dell’interfaccia può però nascondere la complessità dei flussi informativi. Una richiesta inviata a un sistema AI può contenere dati personali, informazioni riservate, dettagli contrattuali, bozze strategiche o frammenti di codice proprietario. Il rischio non riguarda soltanto ciò che il modello restituisce, ma anche ciò che riceve, elabora, registra o trasferisce a servizi esterni.
Privacy e AI: come proteggere i dati e la proprietà intellettuale in azienda - AI4Business
Privacy e AI in azienda: come proteggere dati sensibili, proprietà intellettuale, GDPR, AI Act, chatbot, policy interne e fornitori
I tool AI aziendali (chatbot, assistenti, agent) espongono dati sensibili – personali, riservati, proprietari, codice – non solo negli output ma anche in processing e transfer verso provider terzi. I CTO devono governare il data flow verso sistemi AI esterni per mitigare compliance risk e ricalibrare la vendor selection.









