Uno dei possibili usi dell’intelligenza artificiale nella gestione delle risorse umane è quello di soluzioni di AI che permettono un’assegnazione automatizzata dei singoli task alla luce delle capacità e dei carichi dei singoli. Non è detto che soluzioni di questo tipo siano ambite esclusivamente dall’industria o da contesti come i call center, nei quali la gestione delle operazioni richiede un continuo monitoraggio della barra telefonica e della produttività individuale.Pensiamo, ad esempio, a un sistema di gestione dei carichi di lavoro progettato per trasformare automaticamente in un flusso strutturato le attività di un gruppo di collaboratori che fanno un lavoro di concetto. Immaginiamo che questo sistema osservi ciò che accade (scambi di messaggi, produzione di documenti e attività) traendone dei profili operativi dei collaboratori basati su elementi reali (velocità, carico di lavoro, dinamiche) e traducendolo in tempistiche, priorità e assegnazioni. Un sistema simile, osservando i comportamenti reali delle persone appartenenti al gruppo, riesce ad adattarsi continuamente all’effettivo modo di lavorare di quelle persone, apprendendo modelli, capacità e dinamiche di collaborazione.Indice degli argomenti
AI Act e risorse umane: quando un sistema AI è ad alto rischio? - Agenda Digitale
I sistemi di AI usati per assegnare compiti e gestire carichi di lavoro possono rientrare tra quelli ad alto rischio secondo l’AI Act. La classificazione dipende dall’uso di dati comportamentali, dall’impatto sui lavoratori e dagli obblighi richiesti ai fornitori
L'AI Act qualifica ad alto rischio i sistemi di task assignment basati su comportamento, influenzano carriera e diritti; quattro eccezioni li escludono. Le aziende devono valutare discriminazione (caregiver, neurodivergenti) e implementare governance dati, bias testing, human oversight entro dicembre 2027.






