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guerra
di Redazione La Sicilia
30 Luglio 2026, 10:50
Alle 4:45 del mattino, quando in molte città ucraine il sonno è già un’abitudine fragile più che una tregua, a Kryvyi Rih le finestre hanno tremato prima ancora che qualcuno capisse se fosse il solito allarme o l’inizio di qualcosa di peggiore. Pochi minuti dopo, tra edifici sventrati, fumo e detriti, il bilancio umano era già quello che ogni bollettino tenta invano di rendere impersonale: sei morti, fra cui due bambine, in una sola città. Nel resto del Paese, quasi in parallelo, altre esplosioni colpivano infrastrutture, abitazioni, magazzini, vie logistiche. Alla fine della notte, secondo le autorità ucraine, il totale delle vittime era salito ad almeno otto.











