Il cantiere della prossima manovra è partito. All'avvio vero e proprio della sessione di bilancio manca ancora poco più di un mese, ma nei ministeri già si iniziano a fare calcoli sulle risorse a disposizione. Quali misure confermare, quali nuovi interventi mettere in campo, cosa invece scartare. Soprattutto è iniziato il confronto delle diverse amministrazioni con il ministero dell'Economia e delle Finanze, preposto a presidiare i cordoni della borsa per evitare che i conti pubblici sbandino.

Per adesso è partita la fase di ascolto. Una serie di faccia a faccia tra ministri e strutture tecniche, utile a delineare le priorità dell'ultima legge di bilancio della legislatura. Consci ovviamente che le risorse dovranno essere calibrate con attenzione. La bussola è il rispetto dei limiti sulla spesa concordati con l'Unione europea secondo una traiettoria che la fiammata dell'inflazione provocata dal conflitto nel Golfo Persico ha messo a repentaglio. Alcune spese che dovranno essere adeguate al caro-vita rischiano infatti di appesantire il conto per le casse pubbliche.I decreti che si sono susseguiti da metà marzo per aiutare famiglie e aziende a contenere il caro-carburanti hanno poi dimostrato che reperire coperture non è facile. Ora c'è da scrivere la manovra, attesa in Parlamento per fine ottobre. I partiti stanno già dettando la loro agenda e provano a piazzare le proprie bandiere: dall'estensione dell'aliquota Irpef al 33% ai redditi da 50mila e 60mila euro fino all'abolizione del bollo auto. I ministeri fanno lo stesso per le materie di propria competenza.I confronti Ieri è stato il turno del titolare della Sanità, Orazio Schillaci, di fare il punto con Via XX Settembre. Al momento non ci sono cifre definite e gli esperti del dicastero stanno vedendo i conti con la Ragioneria generale dello Stato. La volontà è comunque quella di non abbassare le risorse e avvicinare i fondi per il Servizio sanitario nazionale al 6,4% del pil.La lista delle richieste era stata anticipata dallo stesso Schillaci una settimana fa, a partire da più assunzioni di medici e infermieri, anche per sostenere la nuova sanità territoriale, e stipendi migliori per il personale. E ancora fondi per la prevenzione e per dare corpo al Piano sanitario nazionale atteso per dopo l'estate. Altri faccia a faccia ci sono stati e ci saranno nei prossimi giorni. Già oggi la ministra per l'Università e la Ricerca, Anna Maria Bernini, presenterà le sue priorità. Lo stesso ha già fatto il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo.I temi sul tavolo sono diversi. Il ministero ha già portato a casa una serie di rinnovi contrattuali per i dipendenti pubblici. L'attenzione in vista della stesura della nuova legge di bilancio si sposta tra gli altri temi sulle pensioni delle forze dell'ordine, sul fondo di perequazione per alzare il salario accessorio ai dipendenti delle province e delle città metropolitane. E ancora ai percorsi di formazione per il personale, con un focus sulle potenzialità dell'intelligenza artificiale.La stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenuta a inizio luglio al congresso della Uil, ha dato indicazioni su quale dovrà essere uno dei principali contenuti della manovra. La volontà è confermare anche per il prossimo anno la detassazione al 5% degli aumenti contrattuali.« Il governo raccoglie l'istanza che è vostra e non solamente vostra, e di garantire che questa misura possa essere confermata anche nella prossima legge di bilancio», ha spiegato la premier davanti ai delegati del sindacato guidato da Pierpaolo Bombardieri.Il contributo per favorire i rinnovi diventa così uno dei temi in cima alla lista della cose da fare del ministero del Lavoro, guidato da Marina Elvira Calderone. Un pacchetto che da solo potrebbe costare fino a 2 miliardi.Altri confronti ci sarebbero stati con il ministero delle Imprese, dicastero che assieme al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è da sempre una delle amministrazioni a ricevere più risorse, anche vista la molteplicità di interventi e attività che gli competono.Le comunicazioni Intanto la prossima settimana il Mef terrà comunicazioni in Parlamento sull'eventuale attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, che permetterà di ottenere flessibilità sulle spese destinate all'energia e alla difesa. Le comunicazioni saranno seguite dal voto di senatori e deputati su una mozione che dovrebbe dare il via libera alla richiesta di attivazione della clausola. Un passaggio propedeutico per permettere poi in autunno al governo di chiedere lo scostamento di bilancio sul quale le Camere saranno nuovamente chiamate a esprimersi.Oggi intanto in cdm è atteso il decreto legislativo sui tributi locali. Il testo arriva sul tavolo del consiglio dei ministri senza l'intesa con le Regioni per il parere contrario delle amministrazioni governate dal centrosinistra. Le Regioni hanno comunque avanzato alcuni appunti contestando tra gli altri il principio della compartecipazione all'Irpef 2027, anziché l'addizionale. Accolgono invece con favore la manovrabilità in aumento dell'addizionale regionale e le possibili detrazioni sull'Irap.