Le accise non sono solo una fonte di gettito, sono strumenti per orientare i comportamenti dei cittadini. Vale per il tabacco come per i carburanti. Serve dunque coerenza tra le misure introdotte e gli obiettivi che la politica pubblica dichiara di perseguire.
Dal carburante alle sigarette: l’ipotesi durata un pomeriggio
Quando il prezzo dei carburanti torna a crescere, torna puntualmente anche la richiesta di ridurre le accise. È accaduto ancora una volta nei giorni scorsi, quando il governo ha annunciato un intervento contro il caro- carburanti e ha dovuto affrontare il problema delle coperture. Tra le ipotesi discusse in Consiglio dei ministri c’era quella di finanziare il taglio delle accise sui carburanti aumentando quelle sui prodotti da fumo. La contrarietà di una parte della maggioranza ha però rapidamente chiuso la possibilità e ha orientato altrove la ricerca di coperture.
La vicenda è comprensibile dal punto di vista politico, soprattutto in estate, quando il prezzo del pieno diventa un indicatore immediato della capacità del governo di rispondere alle difficoltà economiche delle famiglie. Ma discutere le accise soltanto come fonti alternative di gettito rischia di lasciare in ombra una questione più generale: la coerenza tra gli strumenti utilizzati e gli obiettivi che la politica pubblica in materia di salute e ambiente dichiara da tempo di perseguire.














