di
Alessia Conzonato
Entro il 31 luglio gli Stati membri dovranno recepire la direttiva europea sul diritto alla riparazione. Previsti nuovi obblighi per i produttori, garanzie più lunghe e una piattaforma online per facilitare gli interventi
Riparare un elettrodomestico o uno smartphone, invece di sostituirlo, diventerà sempre più semplice. L'Unione europea, infatti, punta a favorire il riutilizzo dei beni di consumo e a ridurre gli sprechi con la direttiva 2024/1799 sul cosiddetto diritto alla riparazione, che riguarda dispositivi come lavatrici, aspirapolveri e cellulari non più funzionanti ma ancora riparabili. Gli Stati membri hanno tempo fino a venerdì 31 luglio per recepirla. Tra questi anche l'Italia, che è al lavoro per adeguare il Codice del consumo alle nuove disposizioni.
Meno rifiuti e prodotti più durevoliLa riforma nasce con un duplice obiettivo: limitare lo smaltimento di prodotti che possono ancora avere una seconda vita e contrastare il fenomeno dell'obsolescenza programmata, incentivando la progettazione di beni destinati a durare più a lungo. Secondo Assoutenti, ogni anno in Europa l'eliminazione prematura di prodotti riparabili genera circa 35 milioni di tonnellate di rifiuti, con un impatto significativo sia sul piano ambientale sia su quello economico.










