Sono bastate le scuse in diretta su Raidue per aver abbandonato all’improvviso nell’estate del 2023 l’Italia per i soldi arabi (“La maglia della Nazionale è un po’ come la donna della vita, se la perdi hai sbagliato qualcosa” ) e la Rai ha riaccolto Roberto Mancini con tutti gli onori come un amico di famiglia che ha sbagliato “ma non lo farà più”. Dopo la conferenza stampa con Giovanni Malagò e Claudio Ranieri, il nuovo Commissario Tecnico è intervenuto ieri allo “Speciale RaiSport” ospite di Marco Lollobrigida, Alessandro Antinelli e Lele Adani con quest’ultimo serissimo come fosse al cospetto del Presidente della Repubblica che però forse non avrebbe salutato con un “Ciao Boss” come ha fatto con il Mancio.

Niente rivoluzione, vince l'usato sicuro: il ritorno di Mancini è una restaurazione Nazionale

Significativa l’accoglienza da parte di Lollobrigida, direttore di RaiSport: “Complimenti Roberto, era veramente sentito il dispiacere, quindi le scuse sono state fatte ed è molto importante farle così in diretta televisiva, con gli italiani che ti vedono, quindi complimenti veramente, te lo dico in maniera sentita”. A sua volta Adani ha dimostrato di aver ritrovato la voce persa ai Mondiali per le urla al microfono e gesticolando come un vigile urbano davanti a un semaforo spento si è cimentato in alcuni ragionamenti sul futuro della Nazionale un po’ confusi come si deduce dalla prima domanda fatta al Mancio, un amico che sente spesso come ha sottolineato il cantore di “Facciamo calcio” ad inizio “Speciale”: “Come sei ct non da due giorni secondo me lo senti già da diverso tempo questo tuo mandato no? E parliamo di calcio: dove spingerai l’idea sul gioco no? L’idea, la volontà, il coraggio, il ritmo e come andrai ad incidere su nuove convocazioni per cercare di favorire l’inserimento di questi giocatori tecnici, coraggiosi, giovani”. La Rai ha l’esclusiva delle partite della Nazionale, si ricomincia il 25 settembre con Italia-Belgio